venerdì 24 ottobre 2014

Mi piacerebbero un paio di shorts...


Mi piacerebbero un paio di shorts in pelle, mi piacerebbero con una giacca in stile militare e una blusa impalpabile e romantica e un paio di stringate per correre senza costrizioni tra una commissione e l'altra. Mi piacerebbero, in teoria, perchè  guardandomi intorno ho realizzato che per essere presentabili con un paio di shorts in pelle la conditio sine qua non è essere nate dal '90 in poi...
Cosa ne dite, siete d'accordo con me?




shorts



giacca Vero Moda - 45 euro
shorts pelle Phillip Lim 
orecchini Betsey Johnson - 24 euro
blusa H&M - 38 euro  
stringate Charles&Keith - 54 euro
cappello Warehouse - 32 euro
ombretto Chanel - 52 euro
profumo Coco Chanel - 95 euro
borsa MICHAEL Michael Kors - 400 euro





martedì 21 ottobre 2014

Requiem per Oscar de la Renta


Colorato, femminile, con un'attenzione maniacale per i dettagli: impossibile passare inosservata con un abito Oscar de la Renta. Nonostante i suoi abiti li abbia (purtroppo) solo sognati, è da sempre uno dei miei stilisti preferiti per la sua eleganza senza tempo, lontana dalle forzature di una certa moda che vuole stupire a tutti i costi.
Nato nel 1932 a Santo Domingo, si trasferisce prima in Spagna con l'intenzione di studiare pittura ma presto si appassiona alla moda e si forma con Cristobal Balenciaga e poi a Parigi, dove lavora da Lanvin per poi aprire negli anni '60 la sua maison. In quegli stessi anni è sotto gli occhi del mondo come uno degli stilisti preferiti di Jacqueline Kennedy. La sua lunga carriera non perde smalto, tanto che dal 1993 al 2002 disegna anche le collezioni di Balmain. Prediletto da Anna Wintour e dalle star hollywoodiane, i suoi abiti sono una presenza fissa agli eventi più glamour del pianeta.
Torino Style gli rende omaggio con una carrellata di sue creazioni.









mercoledì 15 ottobre 2014

Tataborello, Officina Bijoux


Se c'è una cosa che desidero da un bel po' è un pezzo di Tataborello Officina Bijoux
Tata, al secolo Federica Borello, torinese doc, ha creato il marchio nel 2001. Un'avventura cominciata un po' per gioco che oggi  ha portato il suo marchio a  rappresentare con orgoglio in tutto il mondo l'artigianalità del Made in Italy. I bijoux Tataborello,  importanti e super luccicanti, costruiscono da soli un outfit perfetto con cui non passare inosservate. In attesa di poterne vantare uno nel mio armadio, ho contattato Federica per scoprire qualcosa di più sul suo lavoro.
Ladies and gentlemen, ecco le nostre quattro domande a Tataborello:




Come nasce la tua passione per i bijoux?
Fin da piccola, ho sempre avuto una grande passione per i gioielli, probabilmente l'interesse per questo mestiere mi è stato trasmesso da mia zia paterna che per anni si è dedicata a collezionare e rielaborare gioielli antichi.




Quali sono i tratti distintivi di un bijoux Tataborello?
Un elemento per me importante è la femminilità, a cui si aggiunge un originale mix di romanticismo e modernità.


Come nasce una collezione? Preferisci lasciarti ispirare da un tema o da un materiale?
La cosa che più stimola la mia creatività sono i materiali. Alcuni, come perle di vetro, cristalli e nastri, sono ricorrenti ma al tempo stesso mi piace sperimentare in modo
da proporre idee sempre nuove. Ad esempio, nella collezione estiva del 2015 ho utilizzato la pellicola di polyestere da cui si ricavano le paillettes, l'ho tagliata e cucita in modo da realizzare una base da ricamo insolita che fosse un po' tessuto e un po' metallo.



Qual'è il tuo bijoux preferito e qual'è il preferito delle clienti?
Anche se non sono un capo "facile" da portare, la cosa che più mi piace creare sono le collane importanti, le mie clienti invece prediligono le collane più classiche e portabili e gli orecchini. 


Vuoi curiosare la nuova collezione? Eccola QUI!

pics via Pinterest

lunedì 13 ottobre 2014

Operae 2014



Operae è una mostra di design indipendente che si tiene in ottobre a Torino ormai da qualche anno e annovera anche noi di Torino Style tra i suoi estimatori: ogni autunno la rassegna offre un'interessante panoramica del design indipendente e autoprodotto, un'occasione per conoscere nuovi talenti o vedere le novità di designer già conosciuti.
L'edizione 2014 si tiene a Torino Esposizioni - edificio progettato da Pierluigi Nervi nel dopoguerra - c'è chi come Maurizia ha apprezzato le vaste sale bianche, chi come Giulia preferiva l'allestimento più informale nella vecchia sede della Cavallerizza.
Ma bando alle ciance, ecco la nostra consueta rassegna:



Molto divertenti ed eleganti gli oggetti prodotti da La Grafica Berthollet, insieme ai prodotti di Yellow Basket, negozio torinese dedicato al design per bambini, di cui potete vedere alcuni esemplari qui sopra. A noi sono piaciuti particolarmente i cuscini e la culletta in cartone che riprende gli antichi modelli artigianali in legno.


A Maurizia sono piaciute le lampade in tessuto a stampa tropicale di MicroMacro, uno studio che si occupa di architettura e design a 360 gradi, dai grandi progetti agli oggetti d'arredo più semplici.


Giulia invece ha lasciato il cuore alla lampada pop up di NinaLittleThings, un progetto che va dalla cartoleria all'oggettistica, dall'interior design a libri e accessori dedicati alla 'pupetta' Nina e al suo delicato mondo in rosso.


Stufi delle solite casse? iTòch è un sistema di amplificazione del suono ottimizzato per smartphone, è in legno di abete e funziona senza batterie, alimentazione e nessun tipo di circuito. Non c'è che dire, è bello e anche buono.


Archivia è un progetto che unisce carta e architettura, del resto due elementi che da sempre sono inseparabili. Una linea di cartoleria completa ed elegante che usa come elemento decorativo disegni architettonici di progetti significativi, presi da Archivi e Fondazioni. Qui vedete una shopper in tessuto con la planetario Hoepli di Milano ma non mancano agende, planner, quaderni e quadernetti di tutti i formati e tra l'altro ad ottimi prezzi.
Leftover/Studio 427


Un altro progetto che ha attirato la nostra attenzione è Leftover/Studio 427: mobili di ogni colore e misura realizzati su ordinazione e spediti ovunque voi siate. Come dice il nome, i mobili sono assemblati con legni di recupero e, all'occorrenza, rivestiti con resine del vostro colore preferito.


Fanno riflettere gli aforismi del Laboratorio Zanzara, una cooperativa sociale torinese che promuove l'integrazione di persone con disagio mentale tramite i laboratori di grafica, da cui sono usciti i poster di questa foto, di serigrafia, di sartoria e cartapesta che producono oggetti d'arredo, stampe, decorazioni dal fascino surreale.


Cucina Leggeraun progetto di KmZero Design in cui l'opensource esce dai computer geek e entra nella vita quotidiana: una cucina in sette pezzi, che possono essere personalizzati da ciascun utente e poi stampati in 3D per permettere a chiunque di costruirsi una cucina essenziale a basso costo. 



Sfere di tutte le dimensioni e di tutti i colori per le luci Capito by Patricia Iberti, realizzate con corde di materiali naturali, più o meno spesse a seconda delle dimensioni, possono essere appese o posate a terra con effetti molto suggestivi.


Françoise è la sedia rossa che vedete qui sopra, un modello senza tempo disegnato da Edita Materia ispirandosi al mondo agricolo di montagna e realizzato con materiali km0: la struttura è in frassino, la seduta è impagliata con erbe di palude  piemontese, un'erba spontanea che a seconda dello stadio di essiccazione cambia profumo e colore.


Cool de Sac conduce una battaglia a favore della cultura a colpi di borse: ogni borsa uno slogan a sostegno dei valori della cultura e delle professioni culturali. Le borse sono state ideate dagli studenti dei corsi di design del Politecnico di Torino e realizzate con eccedenze o campionari delle tessiture storiche biellesi. Se anche a voi sta a cuore la promozione della cultura non avete che l'imbarazzo della scelta.


La lampada che vede qui sopra è prodotta da BassethoundsFactory, un progetto nato nel 2013 per realizzare lampade da terra o da tavolo con materiali di recupero e eccedenze industriali: legno, alluminio e ceramica vengono trasformate in oggetti di uso quotidiano, ognuno diverso dall'altro.


Virginia Woolf voleva una stanza tutta per sè,  lo studio Federico Peri propone 'bibliotea itinerante', un angolo autarchico con tutto quello che occorre per isolarsi nella lettura: seduta, mensole e illuminazione in un modulo configurabile a piacere.



Sarebbero prodotti per bambini ma... è difficile resistere alle tentazioni di baubaulab.it, come la pista da biglie domestica o Illuminasogni, le lampade a forma di animale con la luce che esce dagli occhietti e fiabe o musica MP3 che risuonano dalla pancia.

QUI, QUI QUI potete leggere i nostri post sulle edizioni precedenti, troverete anche alcuni degli espositori 2014.

giovedì 9 ottobre 2014

Evviva i pois!


Una volta erano i pois, in epoca fascista sono stati tradotti in pallini per poi diventare, in bocca alle fashioniste d'assalto, polka dots. Comunque li chiamiate non mi stuferanno mai: mi facevano impazzire di felicità quando bambina indossavo la camicetta rossa a micro pois bianchi e ancora oggi mi fanno lo stesso effetto. Cravatte a parte, tra gli uomini solo Carlo Rossella osa indossarli, sarà che è la più femminile delle fantasie, sarà che si possono portare senza remore dagli 0 ai 100 anni, i pois sono sicuramente la stampa più presente nel mio armadio. Mi piace abbinare top e gonna o top e pantalone dello stesso colore per creare un effetto vestito o tuta ma mi piace anche abbinare pois grandi e piccoli per una sorta di mixed prints oppure in contrasto con righe, sempre rigorosamente black and white
E voi quale fantasia amate di più?



polka dots


top topshop - 28 euro
shorts Mango - 7 euro
cover Tory Burch - 48 euro
scarpe  Toms - 43 euro
gonna Boohoo - 16 euro
occhiali Dolce e Gabbana - 160 euro
slip - 27 euro
abito Miusol - 4 euro



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